Salone del Mobile e come abiteremo
Scritto da Staff Picconalbicocco •
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L’evoluzione dell’abitare contemporaneo
La composizione ha integrato tutti gli elementi necessari per vivere la cucina all’aperto senza rinunce: forno, piano cottura, lavastoviglie, barbecue e frigo bar; una dotazione completa, pensata non come somma di elettrodomestici, ma come sistema coerente, pratico e fluido nell’utilizzo quotidiano.
Il ritorno di Euro Cucina / FTK – Technology For the Kitchen e del Salone Internazionale del Bagno, accanto a novità come Salone Raritas, Salone Contract e l’installazione Aurea, an Architectural Fiction, non definisce soltanto il perimetro della manifestazione, ma suggerisce anche dove sta andando il progetto domestico, tra:
- maggiore integrazione delle funzioni;
- attenzione alla qualità dell’uso;
- un rapporto sempre più stretto tra materia, tecnologia e durata.
Più che vetrina, novità!
Materia e uso
Le biennali del 2026 aiutano a leggere bene questa direzione.
La cucina, prima di tutto, è uno dei luoghi in cui questo passaggio si vede meglio. Non è più soltanto uno spazio operativo, ma un ambiente aperto, relazionale, connesso, chiamato a funzionare bene sotto molti aspetti: ergonomia, ordine, continuità visiva, durata dei materiali, facilità di manutenzione. Quando si parla di ibridazione, sostenibilità e tecnologia, si parla soprattutto di questo, di una cucina che smette di essere una composizione da guardare e torna a essere uno spazio da usare davvero.
Lo stesso vale per il bagno, che da tempo ha superato il ruolo di ambiente semplicemente tecnico. Oggi incide in modo diretto sulla qualità percepita della casa, perché mette insieme materia, luce, comfort e uso quotidiano. Qui il progetto si gioca su equilibrio e misura: pochi elementi, ma giusti; superfici, come quelle che abbiamo in Spazio 212, che reggono nel tempo.
Anche il tema dell’artigianato, rilanciato dal Salone
Per chi come noi progetta case, il Salone è utile soprattutto quando aiuta a distinguere tra ciò che impressiona e ciò che resta. In una stagione in cui tutto tende a presentarsi come novità, il valore vero torna spesso a stare nella permanenza, una palette che non stanca, un materiale che mantiene credibilità anche dopo il primo impatto, un dettaglio che non ha bisogno di spiegarsi troppo per risultare giusto.
C’è poi un altro aspetto che merita attenzione, ed è il ritorno del corpo dentro il progetto. Non in senso teorico, ma molto concreto, sedute che accolgono davvero, superfici che invitano al contatto, finiture compatibili con la vita quotidiana, componenti facili da mantenere. La qualità, oggi, non passa solo dall’immagine, passa dalla convivenza. Dal modo in cui uno spazio accompagna i gesti di ogni giorno senza diventare faticoso, fragile o inutilmente esigente.
Immagini recuperate dal sito ufficiale Salone del Mobile.Milano 2026
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